(questa cosa non ha senso
inutile orientarsi)
• RING / qualsiasi cosa significhi
non mi chiedere cosa?
• «prendere fischi per papere / papere che sfiatano»
L’abitudine alla leggerezza con cui trattiamo le “cose” scientifiche, ignorandone cause e principi, ma maneggiandone con destrezza implicazioni sociali e culturali (si veda il tunnel autostradale di un nostro recente ministro della pubblica istruzione) mi impone la totale astensione dalle spiegazioni, vivendo per fede, accettando miracolistici e frequenti interventi nella mia vita quotidiana di “cose” del genere televisione, lampadina che si accende, e-mail, citofono, acqua che esce dal rubinetto se evocata ecc. Non vivo meglio nell’inconsapevolezza, ma in fondo esisto mio malgrado.

Jacques de Vaucanson (1709-1782)
Canard Digérateur (1738)
fonte: Wikipedia
• Teste d’uovo che sedevano su un muro
«Humpty Dumpty sat on a wall.
Humpty Dumpty had a great fall.
All the king’s horses and all the king’s men
Couldn’t put Humpty together again».
• repertorio facoltativo
«Suicidato? Che mancanza di gusto. Proprio quest’anno che si ammazza nessuno? Ha creduto che fosse l’annata buona? Pensi, io, che puro ho i miei buoni motivi per farlo, me ne astengo! E lui, invece, sempre in ritardo».
«Un momento, non si è suicidato».
«Lo temevo. Insista pure a vivere, a tentare, a fare progetti. Abbiamo già tanti attivisti, passerà inosservato. E sarà sempre iin ritardo, qualunque cosa faccia, si ammazzi o no. Sa qual è, signore, la sua deficienza più vistosa? L’ossessione della puntualità. Vuol essere del proprio tempo».
«Un’ultima domanda. Lei conosce la persona di cui stiamo parlando?».
«Ah, senta, come potrei conoscerla se lei non mi ha nemmeno detto chi è?».
da Ennio Flaiano, Repertorio facoltativo (1963), in Le ombre bianche, Adelphi, Milano 2004, pp. 170-171.
[Illustrazione di Federico Fellini / Fondazione Federico Fellini - Rimini]
• «Cosa non si fa con un libro pur di non leggerlo»
Un’altra Alice di fronte al solito dilemma: latte o limone?

Charles M. Schulz
Il bambino a una dimensione
oscar Mondadori
Milano 1970 (1968)
«Ho perso questo libro quando avevo 18 anni. L’ho perso a causa di un prestito d’amore: a cose finite, dimenticato l’amore, dimenticati gli impegni da onorare.
Adesso ho 39 anni e uso ricevute contro pegni»