• Si entraA dire il vero questa grafica anni Trenta mi mette un po’ di tristezza: mi fa pensare a tutti quei personaggi innocui delle letture d’infanzia che dopo averti tenuto compagnia tornano tra le pagine di vecchi libri… ad ammuffire.

• Si entra

A dire il vero questa grafica anni Trenta mi mette un po’ di tristezza: mi fa pensare a tutti quei personaggi innocui delle letture d’infanzia che dopo averti tenuto compagnia tornano tra le pagine di vecchi libri… ad ammuffire.

• Arthur Jones / La figlia del samurai Questo libretto rilegato in casa lo ritrovo tra le carte di mio padre: origine incerta. Un feuilleton senza troppe pretese che in copertina riporta due indicazioni che richiamano epoche passate: «romanzo d’avvenure» e «£. 1».Combattuto tra senso del dovere (leggerlo) e bieco pragmatismo (sbarazzarmene), mi limito a procrastinare. 

• Arthur Jones / La figlia del samurai

Questo libretto rilegato in casa lo ritrovo tra le carte di mio padre: origine incerta. Un feuilleton senza troppe pretese che in copertina riporta due indicazioni che richiamano epoche passate: «romanzo d’avvenure» e «£. 1».
Combattuto tra senso del dovere (leggerlo) e bieco pragmatismo (sbarazzarmene), mi limito a procrastinare. 

• John Sokol / Somebody’s Gonna Pay | Qualcuno pagheràSokol è un artista poliedrico, che impasta parole e immagini con inchiostri e vernice. È anche autore di poesie e racconti, ma è più noto per avere usato le parole degli altri. I suoi Word portraits non sono belli – né originali – ma nella loro semplicità mi fanno pensare che forse ogni atto di scrittura è una riproduzione, un tracciato di linee e volute in parte casuali, segnali captati (carpiti) chissà come, forse delle intercettazioni forse delle vere e proprie copie. Dal momento che la letteratura non è un gioco pulito, non importa affatto sapere se sono state rispettate delle regole… e alla fine nessuno sarà tenuto a pagare per le appropriazioni indebite, ma solo per gli esiti raggiunti. (mi piace pensarla così) » approfondimenti qui

• John Sokol / Somebody’s Gonna Pay | Qualcuno pagherà

Sokol è un artista poliedrico, che impasta parole e immagini con inchiostri e vernice. È anche autore di poesie e racconti, ma è più noto per avere usato le parole degli altri. I suoi Word portraits non sono belli – né originali – ma nella loro semplicità mi fanno pensare che forse ogni atto di scrittura è una riproduzione, un tracciato di linee e volute in parte casuali, segnali captati (carpiti) chissà come, forse delle intercettazioni forse delle vere e proprie copie. Dal momento che la letteratura non è un gioco pulito, non importa affatto sapere se sono state rispettate delle regole… e alla fine nessuno sarà tenuto a pagare per le appropriazioni indebite, ma solo per gli esiti raggiunti. (mi piace pensarla così) 

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MYSTERIOUS TINY ROOMS BY MARC GIAI-MINIET
French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.
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French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.
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French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.
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French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.
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French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.
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French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.
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French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.
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French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.
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French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.
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MYSTERIOUS TINY ROOMS BY MARC GIAI-MINIET

French artist Marc Giai-Miniet (Born in 1946 in Trappes) makes some of the most incredibly detailed (and disturbing!) dollhouses that we’ve ever seen. Marc started creating these disturbing shadowbox dioramas rather late in his career, recurring themes include libraries, furnaces, laboratories, submarines and intestine-like tubing in lonely, decaying spaces.

• Gli uccelli dei colori che esistono soltanto una volta  e questa volta si chiamano Edward Learcfr. The Lear Coloured Bird Book (1863/1881 ca)

• Gli uccelli dei colori che esistono soltanto una volta 
e questa volta si chiamano Edward Lear



cfr. The Lear Coloured Bird Book (1863/1881 ca)

• Marxismo riformato (per natale)
Anche quest’anno il povero pacioso babbo natale finirà appeso all’alberello, anche quest’anno penserò: «Toh guarda! È preciso!».Indubbiamente, vestito di rosso (grazie alla geniale intuizione della Cxxx-Cola), ci farà il suo figurone tra le renne e Jack Frost, ma continuerò a domandarmi: “non se ne poteva fare a meno?”.Sì. Quanto sarebbe più bello il mondo se il nostro babbuccio fosse rimasto quello che era: un teorico squattrinato, pingue e mantenuto dalla benevolenza degli amici. Invece di diventare una calamita per criminali, sterminatori, liberticidi, tirannie e burocrati. Invece di essere trasformato nel vessillo di una rivoluzione antiumanista ed essere ridotto a squallido ago della bussola per operai, rivoluzionari e vittime, che sono stati indistintamente traditi. Se ci ripenso… quanto mi piacerebbe essere socialista, utopista, libertario, meliorista o altro invece di dover sempre spiegare che le radici storico-teoriche del mio dissentire affondano in un altro genere di marxismo.» (sopra) Tullio Pericoli, Colti nel segno. Il Novecento in 64 ritratti, Mondadori, 1994.« (sotto) L’unico marxismo buono (non barboso e che non ha da vantare miriadi di fraintendimenti e vittime)

• Marxismo riformato (per natale)

Anche quest’anno il povero pacioso babbo natale finirà appeso all’alberello, anche quest’anno penserò: «Toh guarda! È preciso!».
Indubbiamente, vestito di rosso (grazie alla geniale intuizione della Cxxx-Cola), ci farà il suo figurone tra le renne e Jack Frost, ma continuerò a domandarmi: “non se ne poteva fare a meno?”.
Sì. Quanto sarebbe più bello il mondo se il nostro babbuccio fosse rimasto quello che era: un teorico squattrinato, pingue e mantenuto dalla benevolenza degli amici. Invece di diventare una calamita per criminali, sterminatori, liberticidi, tirannie e burocrati. Invece di essere trasformato nel vessillo di una rivoluzione antiumanista ed essere ridotto a squallido ago della bussola per operai, rivoluzionari e vittime, che sono stati indistintamente traditi. Se ci ripenso… quanto mi piacerebbe essere socialista, utopista, libertario, meliorista o altro invece di dover sempre spiegare che le radici storico-teoriche del mio dissentire affondano in un altro genere di marxismo.


» (sopra) Tullio Pericoli, Colti nel segno. Il Novecento in 64 ritratti, Mondadori, 1994.
« (sotto) L’unico marxismo buono (non barboso e che non ha da vantare miriadi di fraintendimenti e vittime)

• La foresta degli oggetti nascosti di Savinio Mentre Guido Gozzano rovistava tra le ottime cose di cattivo gusto della sua soffitta, Alberto Savinio giocava a nascondere i suoi giocattoli d’infanzia in una foresta inaccessibile e incolore. » Alberto Savinio (1891-1952), Nella foresta, 1928-30

• La foresta degli oggetti nascosti di Savinio

Mentre Guido Gozzano rovistava tra le ottime cose di cattivo gusto della sua soffitta, Alberto Savinio giocava a nascondere i suoi giocattoli d’infanzia in una foresta inaccessibile e incolore. 

» Alberto Savinio (1891-1952), Nella foresta, 1928-30



 • Roald Dahl e Quentin Blake: quasi una coppia, un’accoppiata di fattoQuando capita di avere un sodalizio come questo viene da pensare a quel superamento dell’“Io-Io” che, ad esempio, i nostri Fruttero&Lucentini avevano risolto in un “nessuno di noi”, solo F&L. Una cosa a sé, che non può essere spiegata con  definizioni, ma solo con esempi: Uderzo e Goscinny, Garinei e Giovannini, Jeckyll e Hyde, Burke e Hare… • ad esempio vedi questa raccolta di libri (e copertine)

 

 • Roald Dahl e Quentin Blake: quasi una coppia, un’accoppiata di fatto


Quando capita di avere un sodalizio come questo viene da pensare a quel superamento dell’“Io-Io” che, ad esempio, i nostri Fruttero&Lucentini avevano risolto in un “nessuno di noi”, solo F&L. Una cosa a sé, che non può essere spiegata con  definizioni, ma solo con esempi: Uderzo e Goscinny, Garinei e Giovannini, Jeckyll e Hyde, Burke e Hare… 


ad esempio vedi questa raccolta di libri (e copertine)